“La figura della Donna nelle raccolte dei canti popolari piemontesi” – Costantino Nigra nel 1888 e, successivamente, Leone Sinigaglia nel 1902, pubblicarono le loro ricerche nell’ambito del canto popolare sul territorio piemontese. In molte ballate raccolte emergono figure di donna che, contrariamente alla morale dell’epoca, sono protagoniste di azioni e pensieri in linea contraria e antidogmatica rispetto ai canoni di allora. Sono donne comuni, ma anche eroine, soldatesse, mogli tradite o figlie degeneri, amanti assassine o anche donne dalla dignità intellettuale incomparabile. Esse popolano il vasto panorama del canto tradizionale, in un excursus variopinto ed eccezionale, tra la realtà e la fantasia storica.
“Magia e devozione nel canto popolare” – Il mondo contadino e montanaro (la cosiddetta “fascia folklorica”) ha sempre convissuto in modo consapevole con l’ambiguo rapporto tra sacro e profano, tra stregoni e sacerdoti. La “Fisica”, una sorta di magia praticata dai preti “che avevano studiato sui libri grossi (cit.)” conviveva con i doveri religiosi e cristiani promossi dalla Chiesa di Roma. Una varia panoramica di canti e racconti, provenienti dal territorio del Nord Italia, permetterà di approfondire e talvolta confrontare come i due mondi (mondo magico e mondo religioso), Apparentemente lontani, siano in realtà le due facce della stessa medaglia, il mistero insondabile nella realtà dell’essere umano e la disperata ricerca di un appiglio al quale aggrapparsi nei momenti bui della vita.


