Sentimenti e comportamenti legati al fenomeno dell’abbandono infantile a Torino e nel Canavese, tra Settecento e Novecento; le motivazioni dell’abbandono espresse nei messaggi posti tra le fasce dei neonati esposti, da cui traspare la speranza dei genitori di poter riprendere un giorno il proprio figlio, munendolo di un segno di riconoscimento, la cui metà sarebbe servita da «scontrino» per la restituzione dell’infante. È il racconto della vita di bambini, donne e uomini che nel cognome portarono impresso per tutta la vita il marchio della loro ascendenza ignota. È la storia delle balie che li allattarono, delle famiglie che li allevarono e del territorio canavesano che dal fenomeno del baliatico trasse, per più di due secoli, sostentamento economico. È la ricostruzione del percorso storico di due istituzioni: l’Ospedale Maggiore di San Giovanni Battista di Torino e l’Ospizio per l’Infanzia Abbandonata di Ivrea, che prestarono cure e assistenza a più di centomila fanciulli esposti.
BUSSETTI Teresina
Nata a Candia Canavese, vive a Vische. È stata insegnante elementare a Torino e presso il Circolo di Caluso, dove per 22 anni ha svolto la funzione di Vicedirettrice del Direttore Didattico, fino al pensionamento. La storia, le tradizioni, la religiosità popolare, i riti antichi, le indagini d’Archivio sono stati gli argomenti delle sue ricerche. Con l’Associazione “Natura e Paese” di Vische ha pubblicato alcuni volumi sulle Cascine, sui Piloni votivi, sui Documenti storici, la Scuola, le Feste e gli Avvenimenti del passato. “La sfortuna mi ha messo al mondo” è il suo ultimo libro che tratta il fenomeno dell’Abbandono Infantile e del Baliatico tra 1700 e 1900. Collabora da decenni con la rivista semestrale Canavèis, edita a Castellamonte, per la quale scrive articoli di Storia locale.

